L’associazione “Vite in transito” al festival Le Città Visibili di Rimini

L’associazione “Vite in transito” al festival Le Città Visibili di Rimini

L’associazione culturale Vite in Transito è una riminese attiva dal 2012.  Si occupa di donne migranti e promuove scambi culturali fra le diverse etnie. Sono stati nostri ospiti al festival proponendo gustosi aperitivi etnici accompagnati con le storie e racconti di migranti , letture autobiografiche, musiche e canti appartenenti a numerose tradizioni lontane. A proposito di Vite In Transito Andrea Pari ha realizzato un servizio e un’intervista che vi proponiamo...
Il Terzo Segreto di Satira: la nostra intervista agli autori

Il Terzo Segreto di Satira: la nostra intervista agli autori

a cura di Enea Conti Ve li avevamo presentati come i protagonisti di una talk/conferenza all’interno del giardino. Loro -o meglio  Il Terzo Segreto di Satira- sono arrivati all’ex giardino di Palazzo Lettimi, sono saliti sul palco e hanno coinvolto il pubblico -folto, malgrado fosse sabato- de Le Città Visibili esattamente come ci aspettavamo. Intrattenendolo, facendolo sorridere, facendolo ridere. Un’ora e mezza passata tra sketch improvvisati, video e aneddoti da raccontare.  Tra i presenti non tutti conoscevamo il collettivo milanese di autori e attori e siamo sicuri che questi, dopo la serata di Sabato, si sono già iscritti al loro canale su Youtube. Così per chi volesse conoscerli un po’ meglio ma anche per chi già li conosce abbiamo pensato di intervistare quattro degli autori del collettivo.     Intervista realizzata da Giobbe Pellegrino Da dove è iniziato tutto quando vi siete conosciuti? Ci siamo conosciuti alle scuole civiche del cinema di Milano, 4 di noi hanno fatto sceneggiatura e 1 regia. Dopo qualche anno passato a fare qualche lavoretto nel nostro settore, vista la moda di youtube abbiamo deciso di lanciarci anche noi in quel canale con una produzione che avesse il linguaggio della comicità ma che parlasse di politica. Ormai sono 5 anni e mezzo che lavoriamo insieme. Diciamo che lavoriamo in maniera democratica quasi eccessiva. giriamo in 5 montiamo in 5 e scriviamo in 5…..anche se oggi siamo arrivati a Rimini in 4! Come avete conosciuto gli attori? Alcuni di loro li conoscevamo, venendo dalle scuole civiche di Milano di teatro. Il gruppo si è creato poi strada facendo col passare del tempo. La cosa che...
La prima serata del festival Città Visibili di Rimini

La prima serata del festival Città Visibili di Rimini

a cura di Enea Conti È difficile fare il racconto del giorno dopo, sospesi spesso e volentieri tra la gratificazione dovuta a una serata riuscita in maniera impeccabile e i bilanci a vari i livelli, sempre -va detto- che le cose abbiano girato per il verso giusto. E così è stato per la serata inaugurale del quarto festival Le Città Visibili. Ieri sera non è mancato nulla: le tante presenze, la buona musica, nessun imprevisto. E allora? Proviamo a raccontarvi che cosa è successo ritornando qua e là in quel posto che fino ad oggi vi abbiamo raccontato nel passato nel presente e nel futuro, in quel giardino segreto che speriamo tornerete o andrete, per chi non c’era, a visitare e a vivere magari anche solo per una sera di mezza estate. Cosa ci ha colpito sopra ogni cosa? Che una volta aperte -riaperte- le porte le persone sono entrate in quel giardino in punta di piedi, a poco a poco. È stata la sintesi perfetta di quel ripopolarsi di un luogo a cui tenevamo tanto. Dalle 19 i primi gruppi di gente a chiacchierare e a intrattenersi poi con l’apertura del bar e l’aperitivo etnico a cura dell’Associazione Vite in transito a diventare sempre più numerosi. Alcuni sbirciavano incuriositi i rendering dei progetti di restauro dell’ex palazzo lettimi: il futuro può attendere, tanto meglio se seguirà i percorsi proposti in esposizione, intanto c’è un presente da assaporare, nelle fotografie illustrate di Marianna Balducci che hanno riempito (e riempiranno) di un senso ancora più compiuto gli angoli di un luogo riscoperto e poi poco più in là le luci,...
Condivisione, coinvolgimento, creatività: intervista a Tamara  Balducci, Direttrice artistica del Festival “Le città visibili”

Condivisione, coinvolgimento, creatività: intervista a Tamara  Balducci, Direttrice artistica del Festival “Le città visibili”

a cura di Fabiola Fenili  Si parla di Città Visibili a cura di Fabiola Fenilie si parla di Tamara Balducci, la Direttrice artistica. L’intervista non poteva che essere in piazza Cavour in una calda serata di luglio, con in sottofondo la musica di Riccardo Amadei e Les Pastìs. Seduti sugli scalini ci siamo io, Tamara, la sua piccola Mariù addormentata nel passeggino, Enea Conti (il nostro editor, ndr) a supervisionare il tutto. E una serie di personaggi più e meno stravaganti che sono intervenuti chi per un saluto, chi per una battuta, chi si è sentito di dare un contributo non meglio identificato.  Ma del resto quando si parla di un progetto condiviso, non poteva essere altrimenti! Ma veniamo a noi Tamara: sei attrice, ma anche direttrice artistica del festival “Le Città Visibili”, da dove deriva la tua passione per il teatro? Già al liceo frequentavo laboratori teatrali e in quegli anni ho fondato insieme a un gruppo di amici la compagnia i Korekané, attiva a tutt’oggi. Dopo il diploma mi sono laureata in Economia, con una tesi sul Teatro Galli di Rimini, ma già avevo in mente di iscrivermi a una scuola di teatro. Scelsi la Galante Garrone di Bologna, senza nemmeno prendere in considerazione le altre, perché tutte le persone che avevo incontrato sulla mia strada avevano a che fare con quella scuola e quindi per me aveva un senso. Ho avuto la fortuna di conoscere Alessandra Galante Garrone che è stata una grande maestra. Era un vero personaggio: una che ti consiglia di bere un bicchiere di Porto come training prima di andare in scena! Fantastico!...

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