Lettimi illustrato: istruzioni per aspiranti cacciatori di dettagli insignificanti.

Lettimi illustrato: istruzioni per aspiranti cacciatori di dettagli insignificanti.

Sono Marianna e sono una disegnatrice e adesso giochiamo. Regola n.1 Nessuno ha il diritto di dire cosa è più o meno insignificante. Più una cosa sembra così agli occhi di tutti, più gli aspiranti cacciatori sentono un formicolio alle mani, un’intermittenza agli occhi e un nobile istinto polemico pronto a dimostrare il contrario. Se sentite tutto questo, siete già cacciatori molto promettenti. In caso contrario, fate bene attenzione alla regola n.2. Regola n.2 Prendetevi del tempo. Lo so, sono una sfacciata a chiedervi questo, ma vi assicuro che un buon cacciatore non perde bensì investe il suo tempo: è già un primo segnale che lanciate alla popolazione dei dettagli insignificanti che inizieranno a sentirsi meno insignificanti e saranno più generosi nel mostrarsi a voi durante l’esplorazione. Regola n.3 Entrare nel mondo da un finestrino anziché dalla porta principale (parafrasando Gianni Rodari nella sua ‘Grammatica della fantasia’). Che si tratti di mondo o porzioncine di mondo, innanzitutto bisogna che ci entriate. Fidatevi, entrare e farsi attraversare dal mondo non è così male. Certo, qualcosa resta fuori e qualche segno rimane addosso, ma nessuno ha mai raccolto i fichi d’India senza incappare in qualche spina e i ‘dettagli insignificanti’ sono come i fichi d’India: apparentemente ostili ad aprirsi, ma succulenti e sorprendenti per le loro possibili applicazioni. Scegliere come ingresso quello secondario (il finestrino), inoltre, è un invito a percorrere la strada alternativa a quella che già ci è nota: magari di fichi d’India ne avete visti già parecchi, ma li avete mai guardati a testa in giù o dopo aver fatto 8 giravolte velocissime su voi stessi? Se avete...
Cinque Camere, ingresso e sala

Cinque Camere, ingresso e sala

  Continua il nostro racconto intorno a un luogo che rappresenta per Rimini la sua “isola che non c’è”. Un palazzo che non esiste più ma che, in estate, riapre i battenti. La sua storia attraversa i secoli, e io sono qui per svelarvi qualche segreto sul suo passato. Ora provate a chiudere gli occhi e ad immaginarvi, come in un film,  un palazzo nobiliare, con saloni dalle alte volte,  arazzi appesi alle pareti,  musica soffusa, e ospiti  intenti a danzare….  articolo di Andrea Pari  Un pianoforte nell’angolo a scandire le note di un ballo in maschera per festeggiare il carnevale. Nell’aria, l’odore emanato dalle vivande calde poste su un vassoio d’argento, si unisce al fumo delle candele accese su candelabri e lampadari di cristallo e di vetro lavorato da maestri artigiani. Un luogo così a Rimini è esistito, apparteneva alla famiglia Maschi e poi, in  seguito, a quella Lettimi. Con un acconto di 30 ducati, i lavori per la sua realizzazione partirono il 20 maggio del 1513. La storia di quel luogo è travagliata e sofferta: ha visto l’invasione napoleonica, le guerre d’indipendenza, l’unità d’Italia, i moti carbonari e due guerre mondiali, di cui l’ultima portò al palazzo ferite che non si sarebbero più rimarginate. Lesionato, restaurato, bombardato, rigenerato a nuova vita, è divenuto prima il laboratorio di uno scultore poi un giardino degli aromi con piante tipiche della tradizione romagnola (progetto ben presto abbandonato), per finire, prima dell’oblio, convertito parzialmente nella veranda esterna di un ristorante adiacente.  Dal 2013,  grazie ad un progetto socio-culturale, viene restituito alla città in una veste insolita:  tutto succede però in un...

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