Oscar De Summa: “affronto l’eredità culturale, storica e antropologica che abbiamo nei confronti della donna”

Oscar De Summa: “affronto l’eredità culturale, storica e antropologica che abbiamo nei confronti della donna”

di Marco Ferri Una storia intensa, ricca di significati. Un viaggio, un calvario dentro noi stessi e fuori. Ma anche un’analisi socio antropologica sulla realtà che ci circonda, sulla nostra storia, sulle nostre radici. Questa sera Oscar De Summa porterà in scena al Festival Le Città Visibili la sua ultima opera drammaturgica; il racconto della notte in cui una ragazza senza volto decide di uscire dal suo anonimato per urlare al mondo la sua vendetta. Abbiamo avuto il piacere di rivolgere qualche domanda all’autore di questa opera, per capire com’è nata e per meglio orientarsi lungo questo percorso. Questo spettacolo è il terzo capitolo della “trilogia della provincia”, di che cosa parla e in che modo si lega con i primi due lavori? Si svolge negli anni ’80, dunque affronta tutta una serie di tematiche di quel momento, in cui si passava dalla nostra società “contadina” alla società liquida ben descritta da Bauman. Si iniziano a perdere infatti tutti i principi e i valori fondamentali fino a quel momento. Momento in cui era in atto e doveva esserci per forza un cambiamento e proprio in quegli anni lì si giocano i grandi temi che hanno portato alla società attuale, che io sinceramente non vedo in una maniera tanto positiva. In questa trilogia quindi analizzo molte tematiche: cosa la società offre, cosa la società pensa e cosa abbandona per ritrovare qualcos’altro. Dico sempre che i miei genitori si sono venduti l’anima per avere un frigo nuovo o una macchina nuova o un forno a microonde. In quegli anni lì si pensava che la società italiana andasse verso uno sviluppo in positivo...
La provincia di De Summa e il profumo del mare: comunità a confronto

La provincia di De Summa e il profumo del mare: comunità a confronto

A cura di Irma Ridolfini “Quando si sceglie di raccontare e condividere qualcosa che si conosce profondamente, accade che quel qualcosa diventa universale, riconoscibile per tutti.” Questo ha detto ieri sera Linda Gennari, direttrice artistica de Le città Visibili, nel presentare lo spettacolo Diario di provincia e il suo autore e interprete Oscar De Summa. E così che “Erchie, Provincia di Brindisi, città medievale, Comune d’Europa”, paesino dell’estremo sud, si è specchiato negli sguardi, nelle tante risate e nei silenzi – uno su tutti quello sbigottito e incredulo di fronte al colpo di scena finale – del pubblico di Rimini, con cui sembrava dovesse avere in comune solo il profumo del mare… Un narratore istrionico ed energico, capace di trascinare con sé il pubblico aggiungendo al racconto un tocco quasi cabarettistico: questo è stato ieri Oscar De Summa, e noi l’abbiamo seguito a ruota. Abbiamo scoperto con lui la monotonia esilarante e assurda dei “giorni fotocopia” di un Sud da cui lui stesso, attore e personaggio, vuole fuggire. Abbiamo conosciuto i suoi grotteschi – ma non per questo meno reali – abitanti, che ripetono di giorno in giorno gli stessi gesti e le stesse parole, addirittura con le stesse intonazioni e gli stessi volumi. Gente di paese, un paesaggio immutato all’interno del quale l’adolescente protagonista tenta di innescare ingenui segni di cambiamento, finendo per essere immediatamente deriso e castrato da compaesani e parenti per aver osato seguire la moda punk. E punk e fuori dagli schemi è lo stile di vita che adotta con i suoi amici, quando rubare auto diventa un pretesto qualsiasi per fuggire dalla monotonia, un...

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