Scipione va a teatro, alla scoperta della Rimini del passato con Kantharos aps

Scipione va a teatro, alla scoperta della Rimini del passato con Kantharos aps

Abbiamo incontrato Michele Vescio, presidente dell’Associazione Kantharos, per farci raccontare in cosa consiste il loro progetto e da dove deriva il legame con le Città Visibili. L’associazione si inserisce per la prima volta nel programma del festival, con quattro serate dal titolo “Scipione va a teatro”. È un’occasione unica per immergersi nella storia di Rimini attraverso quattro itinerari che hanno come punto di partenza il giardino di Palazzo Lettimi. a cura di Camilla Gamberini Chi siete? Com’è nata l’associazione Kantharos? Si tratta di una associazione no-profit di promozione sociale di stampo culturale, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico, archeologico, e folkloristico della città e del territorio riminese. Per raggiungere questo scopo, organizziamo attività educative nelle scuole, visite guidate nella città, recupero e valorizzazione di beni culturali dimenticati o sottoutilizzati. Siamo nati a gennaio 2017 dalla volontà di quattro archeologi che volevano smettere di fare questo mestiere e trovare uno spazio di confronto con la città. La risposta del pubblico è già molto buona quindi il nostro lavoro procederà lungo questa direzione. Cosa significa essere archeologi in questo periodo storico? È un settore ostico dal punto di vista professionale?  Quello archeologico è un panorama complesso. È molto complicato crearsi uno spazio in questo ambiente per diversi motivi: innanzitutto ci sono tantissimi laureati, mentre lo spazio del lavoro in senso stretto, cioè lo scavo (che da sempre è legato all’edilizia) si sta restringendo progressivamente. Un altro problema è che essendoci molta manodopera a disposizione, le cooperative o gli altri soggetti paganti tendono a mantenere prezzi bassi. Anche un secondo possibile sbocco professionale, quello accademico e della ricerca, è molto...
La quarta serata del festival Città Visibili: “Le notti bianche” parte 1

La quarta serata del festival Città Visibili: “Le notti bianche” parte 1

Nella serata di ieri al giardino segreto dell’Ex Palazzo Lettimi alle 21.30 è andato in scena il primo episodio tratto dalla riduzione drammaturgica “Le notti bianche”, tratto dall’omonimo capolavoro di Fedor Dostoevskij. Grande l’affluenza del pubblico,  che ha spinto l’organizzazione a replicare lo spettacolo alle 22.30. I prossimi episodi sono previsti per giovedì 28 Luglio, Martedì 2 e Giovedì 4 Agosto. La regia è di Tamara Balducci (la produzione è dell’associazione “Le Città Visibili” che assieme a Michele Di Giacomo è anche interprete dell’opera.  Qui sotto una piccola galleria con alcune immagini scattate da Antonella Zaghini.   Linda Gennari presenta al pubblico il primo episodio de Le Notti Bianche Michele Di Giacomo nel ruolo del sognatore. Tamara Balducci nel ruolo di Nasten’ka Il pubblico del giardino...
Le 10 cose da fare alle “Città Visibili” consigliate dalla Direttrice Artistica Tamara Balducci

Le 10 cose da fare alle “Città Visibili” consigliate dalla Direttrice Artistica Tamara Balducci

A cura di Fabiola Fenili 1 – Vivere il festival come un’occasione di integrazione tra le culture.   2 – Vivere un’esperienza di coinvolgimento totale con gli artisti e “dialogare” con la loro arte durante le performance.   3 – Carpire il segreto del giardino segreto: perché è talmente segreto che non ne sono certa nemmeno io di averlo colto completamente.   4 – Toccare con mano che il festival è un progetto condiviso che appartiene a tutti coloro che in qualche modo ne hanno fatto, ne fanno e ne faranno parte.   5 – Conoscere i ragazzi del workshop e tutto quel che hanno combinato in questi mesi: cioè raccontare il giardino segreto e il festival con idee nuove e tanto entusiasmo.   6 – Lasciarsi ispirare e stupire da ogni performance: ogni artista vi lascerà qualcosa, non solo la sua arte, ma la curiosità di saperne di più.   7 – Ridere di gusto con i ragazzi del Terzo Segreto di Satira: vederli dal vivo sarà un’esperienza unica.   8 – Cercare gli angoli segreti del giardino segreto che hanno ispirato le creazioni dell’illustratrice Marianna Balducci.    9 – Lasciarsi trasportare dai suoni delle “Notti Bianche” e sentirsi parte integrante dello spettacolo. Nonché riscoprire in una nuova veste un classico della letteratura russa.   10 – Scattare delle foto creative e pubblicarle sui social con i tag #lettimisegreto #cittavisibilirn per condividere con gli altri l’esperienza del festival. Può essere un dettaglio, un artista, un selfie, un momento di una performance o di relax al bar del giardino. La fotografia in copertina è uno scatto di Fabiola...
Le Città Visibili e L’Italia dei Visionari

Le Città Visibili e L’Italia dei Visionari

Un festival di teatro e musica a beneficio di una partecipazione attiva alla vita sociale e culturale Per il secondo anno consecutivo il festival Le Città Visibili ha aderito al progetto “L’Italia dei Visionari” grazie al quale molti cittadini comuni, non addetti ai lavori del settore teatrale sono diventati parte di una giuria popolare che ha selezionato uno degli spettacoli che il Giardino Segreto ospiterà durante la manifestazione riminese. Il valore dell’iniziativa è consistito nell’essere riusciti (ma il progetto è destinato a ripetersi) a coinvolgere un pubblico di appassionati in maniera partecipata nel processo di organizzazione di evento culturale della loro città. Ma c’è di più: l’Italia dei Visionari è un progetto partito anni fa dalla piccola città di Sansepolcro (AR) ed è tutt’ora in crescita su scala nazionale. Vi raccontiamo l’esperienza dei Visionari e le cose successe in particolare a Rimini. articolo di Enea Conti I Visionari in Italia: alcune informazioni sul bando I visionari sono persone curiose  -né attori né registi – e sono stati chiamati a selezionare uno o più spettacoli destinati a figurare nella programmazione di un festival o di una stagione teatrale prevista nella loro città di riferimento, l’accesso è stato libero. A Rimini la selezione ha previsto per il 2016 1 spettacolo da scegliere ad opera degli appassionati romagnoli, 9 da parte di quelli di San Sepolcro, 5 dai comaschi, 3 dai messinesi, 6 dai visionari di Teramo. La selezione è stata aperta ai singoli artisti e alle compagnie professionali emergenti e indipendenti operanti professionalmente nel teatro contemporaneo, nella danza e nella performing art tramite un bando rivolto a tutti i tipi di...
Cinque Camere, ingresso e sala

Cinque Camere, ingresso e sala

  Continua il nostro racconto intorno a un luogo che rappresenta per Rimini la sua “isola che non c’è”. Un palazzo che non esiste più ma che, in estate, riapre i battenti. La sua storia attraversa i secoli, e io sono qui per svelarvi qualche segreto sul suo passato. Ora provate a chiudere gli occhi e ad immaginarvi, come in un film,  un palazzo nobiliare, con saloni dalle alte volte,  arazzi appesi alle pareti,  musica soffusa, e ospiti  intenti a danzare….  articolo di Andrea Pari  Un pianoforte nell’angolo a scandire le note di un ballo in maschera per festeggiare il carnevale. Nell’aria, l’odore emanato dalle vivande calde poste su un vassoio d’argento, si unisce al fumo delle candele accese su candelabri e lampadari di cristallo e di vetro lavorato da maestri artigiani. Un luogo così a Rimini è esistito, apparteneva alla famiglia Maschi e poi, in  seguito, a quella Lettimi. Con un acconto di 30 ducati, i lavori per la sua realizzazione partirono il 20 maggio del 1513. La storia di quel luogo è travagliata e sofferta: ha visto l’invasione napoleonica, le guerre d’indipendenza, l’unità d’Italia, i moti carbonari e due guerre mondiali, di cui l’ultima portò al palazzo ferite che non si sarebbero più rimarginate. Lesionato, restaurato, bombardato, rigenerato a nuova vita, è divenuto prima il laboratorio di uno scultore poi un giardino degli aromi con piante tipiche della tradizione romagnola (progetto ben presto abbandonato), per finire, prima dell’oblio, convertito parzialmente nella veranda esterna di un ristorante adiacente.  Dal 2013,  grazie ad un progetto socio-culturale, viene restituito alla città in una veste insolita:  tutto succede però in un...

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