La quarta serata del festival Città Visibili: “Le notti bianche” parte 1

La quarta serata del festival Città Visibili: “Le notti bianche” parte 1

Nella serata di ieri al giardino segreto dell’Ex Palazzo Lettimi alle 21.30 è andato in scena il primo episodio tratto dalla riduzione drammaturgica “Le notti bianche”, tratto dall’omonimo capolavoro di Fedor Dostoevskij. Grande l’affluenza del pubblico,  che ha spinto l’organizzazione a replicare lo spettacolo alle 22.30. I prossimi episodi sono previsti per giovedì 28 Luglio, Martedì 2 e Giovedì 4 Agosto. La regia è di Tamara Balducci (la produzione è dell’associazione “Le Città Visibili” che assieme a Michele Di Giacomo è anche interprete dell’opera.  Qui sotto una piccola galleria con alcune immagini scattate da Antonella Zaghini.   Linda Gennari presenta al pubblico il primo episodio de Le Notti Bianche Michele Di Giacomo nel ruolo del sognatore. Tamara Balducci nel ruolo di Nasten’ka Il pubblico del giardino...
La provincia di De Summa e il profumo del mare: comunità a confronto

La provincia di De Summa e il profumo del mare: comunità a confronto

A cura di Irma Ridolfini “Quando si sceglie di raccontare e condividere qualcosa che si conosce profondamente, accade che quel qualcosa diventa universale, riconoscibile per tutti.” Questo ha detto ieri sera Linda Gennari, direttrice artistica de Le città Visibili, nel presentare lo spettacolo Diario di provincia e il suo autore e interprete Oscar De Summa. E così che “Erchie, Provincia di Brindisi, città medievale, Comune d’Europa”, paesino dell’estremo sud, si è specchiato negli sguardi, nelle tante risate e nei silenzi – uno su tutti quello sbigottito e incredulo di fronte al colpo di scena finale – del pubblico di Rimini, con cui sembrava dovesse avere in comune solo il profumo del mare… Un narratore istrionico ed energico, capace di trascinare con sé il pubblico aggiungendo al racconto un tocco quasi cabarettistico: questo è stato ieri Oscar De Summa, e noi l’abbiamo seguito a ruota. Abbiamo scoperto con lui la monotonia esilarante e assurda dei “giorni fotocopia” di un Sud da cui lui stesso, attore e personaggio, vuole fuggire. Abbiamo conosciuto i suoi grotteschi – ma non per questo meno reali – abitanti, che ripetono di giorno in giorno gli stessi gesti e le stesse parole, addirittura con le stesse intonazioni e gli stessi volumi. Gente di paese, un paesaggio immutato all’interno del quale l’adolescente protagonista tenta di innescare ingenui segni di cambiamento, finendo per essere immediatamente deriso e castrato da compaesani e parenti per aver osato seguire la moda punk. E punk e fuori dagli schemi è lo stile di vita che adotta con i suoi amici, quando rubare auto diventa un pretesto qualsiasi per fuggire dalla monotonia, un...
La prima serata del festival Città Visibili di Rimini

La prima serata del festival Città Visibili di Rimini

a cura di Enea Conti È difficile fare il racconto del giorno dopo, sospesi spesso e volentieri tra la gratificazione dovuta a una serata riuscita in maniera impeccabile e i bilanci a vari i livelli, sempre -va detto- che le cose abbiano girato per il verso giusto. E così è stato per la serata inaugurale del quarto festival Le Città Visibili. Ieri sera non è mancato nulla: le tante presenze, la buona musica, nessun imprevisto. E allora? Proviamo a raccontarvi che cosa è successo ritornando qua e là in quel posto che fino ad oggi vi abbiamo raccontato nel passato nel presente e nel futuro, in quel giardino segreto che speriamo tornerete o andrete, per chi non c’era, a visitare e a vivere magari anche solo per una sera di mezza estate. Cosa ci ha colpito sopra ogni cosa? Che una volta aperte -riaperte- le porte le persone sono entrate in quel giardino in punta di piedi, a poco a poco. È stata la sintesi perfetta di quel ripopolarsi di un luogo a cui tenevamo tanto. Dalle 19 i primi gruppi di gente a chiacchierare e a intrattenersi poi con l’apertura del bar e l’aperitivo etnico a cura dell’Associazione Vite in transito a diventare sempre più numerosi. Alcuni sbirciavano incuriositi i rendering dei progetti di restauro dell’ex palazzo lettimi: il futuro può attendere, tanto meglio se seguirà i percorsi proposti in esposizione, intanto c’è un presente da assaporare, nelle fotografie illustrate di Marianna Balducci che hanno riempito (e riempiranno) di un senso ancora più compiuto gli angoli di un luogo riscoperto e poi poco più in là le luci,...
Lettimi illustrato: istruzioni per aspiranti cacciatori di dettagli insignificanti.

Lettimi illustrato: istruzioni per aspiranti cacciatori di dettagli insignificanti.

Sono Marianna e sono una disegnatrice e adesso giochiamo. Regola n.1 Nessuno ha il diritto di dire cosa è più o meno insignificante. Più una cosa sembra così agli occhi di tutti, più gli aspiranti cacciatori sentono un formicolio alle mani, un’intermittenza agli occhi e un nobile istinto polemico pronto a dimostrare il contrario. Se sentite tutto questo, siete già cacciatori molto promettenti. In caso contrario, fate bene attenzione alla regola n.2. Regola n.2 Prendetevi del tempo. Lo so, sono una sfacciata a chiedervi questo, ma vi assicuro che un buon cacciatore non perde bensì investe il suo tempo: è già un primo segnale che lanciate alla popolazione dei dettagli insignificanti che inizieranno a sentirsi meno insignificanti e saranno più generosi nel mostrarsi a voi durante l’esplorazione. Regola n.3 Entrare nel mondo da un finestrino anziché dalla porta principale (parafrasando Gianni Rodari nella sua ‘Grammatica della fantasia’). Che si tratti di mondo o porzioncine di mondo, innanzitutto bisogna che ci entriate. Fidatevi, entrare e farsi attraversare dal mondo non è così male. Certo, qualcosa resta fuori e qualche segno rimane addosso, ma nessuno ha mai raccolto i fichi d’India senza incappare in qualche spina e i ‘dettagli insignificanti’ sono come i fichi d’India: apparentemente ostili ad aprirsi, ma succulenti e sorprendenti per le loro possibili applicazioni. Scegliere come ingresso quello secondario (il finestrino), inoltre, è un invito a percorrere la strada alternativa a quella che già ci è nota: magari di fichi d’India ne avete visti già parecchi, ma li avete mai guardati a testa in giù o dopo aver fatto 8 giravolte velocissime su voi stessi? Se avete...
Condivisione, coinvolgimento, creatività: intervista a Tamara  Balducci, Direttrice artistica del Festival “Le città visibili”

Condivisione, coinvolgimento, creatività: intervista a Tamara  Balducci, Direttrice artistica del Festival “Le città visibili”

a cura di Fabiola Fenili  Si parla di Città Visibili a cura di Fabiola Fenilie si parla di Tamara Balducci, la Direttrice artistica. L’intervista non poteva che essere in piazza Cavour in una calda serata di luglio, con in sottofondo la musica di Riccardo Amadei e Les Pastìs. Seduti sugli scalini ci siamo io, Tamara, la sua piccola Mariù addormentata nel passeggino, Enea Conti (il nostro editor, ndr) a supervisionare il tutto. E una serie di personaggi più e meno stravaganti che sono intervenuti chi per un saluto, chi per una battuta, chi si è sentito di dare un contributo non meglio identificato.  Ma del resto quando si parla di un progetto condiviso, non poteva essere altrimenti! Ma veniamo a noi Tamara: sei attrice, ma anche direttrice artistica del festival “Le Città Visibili”, da dove deriva la tua passione per il teatro? Già al liceo frequentavo laboratori teatrali e in quegli anni ho fondato insieme a un gruppo di amici la compagnia i Korekané, attiva a tutt’oggi. Dopo il diploma mi sono laureata in Economia, con una tesi sul Teatro Galli di Rimini, ma già avevo in mente di iscrivermi a una scuola di teatro. Scelsi la Galante Garrone di Bologna, senza nemmeno prendere in considerazione le altre, perché tutte le persone che avevo incontrato sulla mia strada avevano a che fare con quella scuola e quindi per me aveva un senso. Ho avuto la fortuna di conoscere Alessandra Galante Garrone che è stata una grande maestra. Era un vero personaggio: una che ti consiglia di bere un bicchiere di Porto come training prima di andare in scena! Fantastico!...

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