Le Città Visibili e Il Palloncino Rosso, associazioni unite per rigenerare spazi abbandonati

Le Città Visibili e Il Palloncino Rosso, associazioni unite per rigenerare spazi abbandonati

Il Festival Le Città Visibili anima luoghi dimenticati, il giardino segreto di Palazzo Lettimi ieri e l’Ex-macello oggi, continuando così ad affrontare un tema molto complesso ma allo stesso tempo attuale e trasversale: la rigenerazione di spazi abbandonati. a cura di Simona Colaizzi Spazi messi da parte nel tempo ed edifici scrostati in disuso, luoghi in silenzioso degrado, sono l’oggetto prediletto del progressivo ma incalzante cambiamento culturale di cui noi oggi siamo testimoni-spettatori. Il riuso di spazi abbandonati tocca, più o meno coscientemente, corde nascoste che ci suggeriscono parole come appartenenza, curiosità, vitalità. La rigenerazione di un luogo non si limita alla semplice riqualificazione funzionale di uno spazio fisico ma apre le porte ad infinite possibilità, opportunità di immaginazione e creatività, permettendo la rinascita di quartieri ai margini e diventando volano per il benessere e lo sviluppo di intere città. Un mare di possibilità deve aver visto lo staff de Il Palloncino Rosso, associazione di promozione sociale che si occupa di innovazione sociale e rigenerazione urbana, dopo aver ottenuto in concessione dalla Curatela Fallimentare CMV, la Colonia Bolognese, ecomostro tristemente celebre per lo stato d’abbandono e degrado ma che oggi ritrova nuova vita nel progetto “Riutilizzasi Colonia Bolognese”. L’Edificio, costruito nel 1932 su progetto dell’ingegner Ildebrando Tabarron, è nato come luogo di cura per i bambini affetti da malattie tubercolari ma anche come manifesto di propaganda per l’irrobustimento dei fanciulli delle fasce più deboli durante il ventennio fascista, considerato poi alle stregue di un ammortizzatore sociale per le famiglie operaie nel dopoguerra, è caduto infine nell’oblio negli anni del boom economico. Ma quest’estate la Colonia Bolognese riapre le porte,...
LE CITTA’ VISIBILI, DAL GIARDINO SEGRETO ALL’EX MACELLO PER UN FESTIVAL 2.0

LE CITTA’ VISIBILI, DAL GIARDINO SEGRETO ALL’EX MACELLO PER UN FESTIVAL 2.0

articolo di Valentina Pol È un torrido pomeriggio d’estate a Rimini mentre si pensa all’ennesima serata di luglio in città. Ora che il sole sta tramontando e il caldo cede lentamente il passo alla sera, le vie del centro si popolano. Passeggiando per via Tempio Malatestiano c’è silenzio, tutto tace, mentre davanti a Palazzo Lettimi aleggia il ricordo della musica di Nada, degli spettacoli in compagnia della “Papessa” e degli scatti al photobooth. Quel portone oggi è rimasto misteriosamente chiuso e sopra il catenaccio c’è un cartello che recita “espandi i tuoi orizzonti”. Proseguendo per le vie piene di bar e affollate di gente arriviamo ai margini del centro, i piedi di Castel Sismondo. La passeggiata finisce lì, ci voltiamo e come d’abitudine siamo convinti di tornare verso la piazza principale, dove c’è “vita”. Se non fosse che il messaggio del Lettimi, suscita in noi la voglia di esplorare la direzione opposta, nella periferia urbana. Titubanti e ignari di cosa stavamo cercando, guardavamo ogni dove come fa l’esploratore che per primo approda in terreni sconosciuti. La nostra ricerca termina di fronte un altro portone, quello dell’ex Macello, che troviamo aperto e da cui provengono risate, musica e brusio di voci… Con la curiosità e l’accoglienza che ha sempre contraddistinto il festival, l’edizione 2018 delle Città Visibili trasloca all’EX Macello comunale di Via Dario Campana 71, compiendo un viaggio, dalla sua sede storica del giardino segreto di Palazzo Lettimi, ad una più ampia location che interpreta l’impegno sulle tematiche del riuso e della valorizzazione degli spazi urbani dimenticati. Muovendosi come esploratori 2.0 alla ricerca di altri luoghi da raccontare e...

Pin It on Pinterest