Le Città Visibili, il Pop Crepuscolare del duo “La Municipàl”

Le Città Visibili, il Pop Crepuscolare del duo “La Municipàl”

Cos’è quel neo che sulla bocca, lo sai che mi spaventa un po’ Mi fa sentire piccolo piccolo e mi nasconderò Tra le tua ciglia lunghe come canne di bambù O nelle tue narici a forma di un igloo   a cura di Gloria Perosin È mercoledì, sono le 20:38, la luce arancione che entra dalla finestra della sala crea sulla parete dietro alle mie spalle delle sottili strisce di sole. È mercoledì ma mi sembra domenica. Sono seduta a gambe incrociate su un divano dalla seduta troppo stretta ma mi sembra di stare in mezzo a una piazza piena di gente a ballare da sola. Sono a Rimini ma mi sembra di essere da un’altra parte.   Lo sai che quella cicatrice che hai sul collo tanto ridere mi fa Mi fa sentire sempre in estate anche se l’estate mi ucciderà E le tue smagliature le userò come trincee Per fuggire dai nazisti e un po’ da me   Mi ricordo di una vacanza a piedi scalzi in Salento, almeno dieci anni fa.   Lo sai quella voglia che hai sulla schiena a volte mi tormenta un po’ Mi sembra un isola deserta dove mi nasconderò E aspetterò poi che qualcuno venga a chiamarmi da lassù Per dirmi che la guerra è finita già da un po’   Ma Isabella e Carmine sanno di creare dipendenza?   Carmine e Isabella Tundo sono originari di Galatina e insieme, oltre a essere fratello e sorella, sono La Municipàl e saranno ospiti del festival giovedì 18, sempre dalle 21:30. La Municipàl nasce ufficilamente nel 2013 dopo un importante percorso da solista...
Le Città Visibili, quattro chiacchiere con Le Cinture di Insicurezza

Le Città Visibili, quattro chiacchiere con Le Cinture di Insicurezza

***dlin dlon*** Signori passeggeri benvenuti a bordo del volo 1108 con destinazione Le Città Visibili. Con estremo piacere vi annunciamo che il decollo è in perfetto orario, che il volo avrà una durata piacevolmente lunga e che viaggeremo ad una velocità da crociera in modo che tutti voi possiate godervi lo spettacolo. Non si prevedono turbolenze, ma se arriveranno saranno bellissime. Vi invitiamo a mettervi comodi, a verificare di avere tutto a portata di mano: voglia di ascoltare buona musica, voglia di conoscere artisti nuovi, di avere orecchie, occhi, cuori e menti spalancate. Vi invitiamo a verificare che il vostro sedile sia in posizione eretta ma che ci sia abbastanza spazio attorno nel caso in cui il vostro corpo vi chieda di ballare. Siamo pronti per il decollo. Slacciare Le Cinture d’Insicurezza. Ripeto. Slacciare Le Cinture d’Insicurezza. ***dlin dlon*** a cura di Gloria Perosin   Giacomo Stallone, Riccardo Cotti, Tommaso Salerno, Damiano Duminuco, sono loro Le cinture d’insicurezza che verranno slacciate sul palco de Le Città Visibili giovedì 18 luglio in apertura del concerto de La Municipàl. Le Cinture d’Insicurezza nascono ufficialmente nel 2016 come duo composto da Giacomo e Riccardo, solo quest’anno, dopo le registrazioni dell’album d’esordio, il gruppo si allarga e accoglie Tommaso e Damiano. Un po’ siciliani e un po’ lombardi hanno come punto di origine San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna.   Giacomo Stallone, Riccardo Cotti, Tommaso Salerno, Damiano Duminuco, chi sono Le Cinture d’Insicurezza? Siamo quattro giovani, un po’ burloni e un po’ romanticoni, con un sacco di cose da dire, da cantare e da recitare a tutti. Dopo aver slacciato appunto...
Le Città Visibili, “I Fatti Veri” di Ivano Marescotti, “attore per caso”.

Le Città Visibili, “I Fatti Veri” di Ivano Marescotti, “attore per caso”.

Invio l’e-mail e aspetto la risposta. Ivano Marescotti mi risponde quasi subito: «Sono in pieno trasloco ma risponderò comunque prima del 13». Ne so qualcosa e lo ringrazio per la disponibilità. I traslochi sono sempre dei gran viaggi. Non parlo delle distanze percorse con l’auto che impenna per il peso sulle ruote posteriori (o per il furgoncino per i più fortunati o organizzati), parlo del viaggio che un trasloco ti costringe a fare dentro. Viaggiano le cose e traslocano le abitudini, alcune le dimentichi nel posto che stai lasciando, alcune decidi di non portarle in quello dove stai andando, alcune ancora le troverai lì, usate ma nuove. Sia cose che abitudini. Non so perché mi venga in mente questa cosa dei traslochi mentre leggo le risposte di Ivano Marescotti, vorrei chiedergli qualcosa a riguardo ma non lo faccio e continuo a seguire le poche righe che mi ha mandato dal telefono: «Scusa ma con il trasloco non ho il pc funzionante. Rispondo col cellulare quindi sarò sintetico». Sì, vorrei chiedergli tantissime cose. Non lo faccio. a cura di Gloria Perosin Ivano Marescotti è attore, regista teatrale e drammaturgo e sarà ospite con Fatti veri a Le Città Visibili sabato 20 luglio alle ore 21:30. Nato il 4 febbraio 1946 a Villanova di Bagnacavallo, fino ai trentacinque anni si forma come impigato comunale a Ravenna. Poi, nei primi anni ’80, la sua vita trasloca quando per caso e per curiosità incontra il mondo del teatro. Lavora fra gli altri con Mario Martone, Carlo Cecchi, Giampiero Solari, Giorgio Albertazzi, Marco Martinelli, fino a esordire al cinema nel 1989, anno in cui...
Le Città Visibili. Ecco Darma : “Non scegliamo noi la strada, è lei che ci sceglie”

Le Città Visibili. Ecco Darma : “Non scegliamo noi la strada, è lei che ci sceglie”

– Signor Yanez! Buon giorno! – disse in quel momento una giovane, comparendo sulla piattaforma. Il portoghese aveva mandato un grido: – Darma! Una bellissima fanciulla di forse quindici anni, dal corpo flessuoso come una palma, con lunghi capelli neri, un po’ inanellati, la pelle del viso leggermente abbronzata e vellutata come quella delle donne indiane, ma assai più chiara, i lineamenti perfetti che sembravano più caucasici che indù, si era fermata dinanzi al portoghese, fissandolo coi suoi occhi neri e scintillanti come carbonchi. Indossava un costume mezzo europeo e mezzo indiano, che le dava una grazia unica, composta d’un busticino di broccatello, con ricami d’oro, d’un’ampia fascia di cascemir che le cadeva sulle anche ben arrotondate e d’una sottanina piuttosto corta che lasciava vedere i calzoncini di seta bianca che le scendevano fino sulle scarpettine di pelle rossa, a punta rialzata. – Ben felice di rivedervi, signor Yanez, – riprese la fanciulla, tendendogli una manina da fata – sono due anni che vi abbiamo lasciato. Silvia Vasini, in arte Darma, aprirà il concerto di Dimartino a Le Città Visibili domenica 21 luglio. Darma, cantautrice classe 1980, è nata a Bologna e vive a Bellaria, e la prima volta che ho sentito il suo nome ho pensato all’eroina de Il Re del Mare, uno dei romanzi di Emilio Salgari, il “padre” di Sandokan. a cura di Gloria Perosin   Silvia Vasini, chi e com’è Darma?  Il nome Darma è ispirato alla pensione di mia nonna negli anni 50. Ora è il palazzo in cui vivo e che in qualche modo è rimasto intriso della sua presenza. Mia nonna era...
Al Festival Le Città Visibili lo spettacolo “La Sirenetta”. Perché tutti in fondo abbiamo una “coda”

Al Festival Le Città Visibili lo spettacolo “La Sirenetta”. Perché tutti in fondo abbiamo una “coda”

«Schieratevi. Schieratevi, maledizione, non voltate lo sguardo, non fate finta che la cosa non vi riguardi. Vi riguarda, ci riguarda forse più che agli altri. A noi che siamo artisti, intellettuali, creativi, lettori appassionati, amanti delle cose belle create dall’infinito ingegno dell’uomo, riguarda più che agli altri quello che invece di brutto sbrodoliamo, quel sottoprodotto acre e feroce dell’ignoranza». Urlare. Parte così questo caldissimo luglio, con un verbo imperativo che scuote e rimbomba, con un editoriale che ci chiede un atto di coraggio. Urlare. E nella testa continua a comparire questo verbo all’infinito che non mi mi è mai piaciuto ma che mi rendo conto sia necessario, soprattutto quando fuori il frastuono è assordante, quando attorno il frastuono è assordante, quando nessuno ti ascolta, nessuno ti sente, nessuno ci fa caso a quel silenzio dentro che pesa come un’incudine. Urlare. E allora bisognerebbe farlo, bisognerebbe urlare, ma non le cose brutte, non le cose violente, non le cattiverie. Bisognerebbe urlare la bellezza, bisognerebbe urlare l’amore, bisognerebbe urlare i diritti, il coraggio. Urlare. E se la voce non esce bisognerebbe usare altro, dobbiamo usare altro! che alla fine la voce la alzano tutti e nel frastuono si perde. Allora diamola al nostro corpo la voce, che è potente, è rumoroso, è una cassaforte piena di bellezza, una bomba pronta a esplodere. Urlare. È questo quello che Giacomo Ferraù e la Compagnia Eco di fondo, attraverso La Sirenetta, faranno giovedì 25 luglio. La Sirenetta nasce da un percorso di ricerca che vede le fiabe associate ai più importanti temi di attualità. In questo caso la fiaba è quella di Andersen e...

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