Le Città Visibili e il progetto Mattatoio 71: da Kurt Vonnegut al motto #saràunMacello

Le Città Visibili e il progetto Mattatoio 71: da Kurt Vonnegut al motto #saràunMacello

di Francesca Delvecchio

Con il progetto “Giardino Lettimi” nel 2016 e con quello di “Mattatoio n. 71” di quest’anno il team de “Le Città Visibili” è riuscito a vincere il bando “Giovani per il territorio”, promosso da IBC  e destinato a sostenere dieci progetti innovativi per la valorizzazione e la gestione di uno o più beni culturali in Emilia-Romagna. Così come avvenuto con il “Giardino Lettimi” due anni fa, anche quest’anno il bando è stato vinto proponendo il riutilizzo di uno spazio abbandonato, molto importante per Rimini, ovvero l’ex Macello. Importante per la sua storia, in quanto è stato una struttura adibita a macello per tutti gli anni ’60, per poi essere un canile negli anni ’70 e venir occupata dagli uffici dell’AUSL fino alla sua storia di disuso per vent’anni a partire dal 1995.

Perché il titolo “Mattatoio 71”?

Nel libro Mattatoio n. 5, che ha reso veramente celebre Kurt Vonnegut, c’è un passaggio che riesce a comunicare con poco tutto quello che dovrebbe e vorrebbe rappresentare la nuova location del Festival “Le Città Visibili”, cioè l’ex Macello di Rimini:

La parata arrivò ondeggiando e pavoneggiandosi al cancello del mattatoio di Dresda, e poi entrò. Il mattatoio non era più un posto affollato. […] Gli americani vennero condotti al quinto edificio oltre il cancello. Era un cubo di cemento a un piano con delle porte scorrevoli davanti e di dietro. In origine serviva da luogo di raccolta dei maiali prima del macello. Ora avrebbe fatto da casa, lontano da casa, a cento prigionieri di guerra americani.

 

Il mattatoio n. 5, presso cui si rifugiano i prigionieri americani durante la Seconda Guerra Mondiale, ora avrebbe fatto da casa, lontano da casa. Allo stesso modo, l’ex Macello, in via Dario Campana n. 71, farà da casa alla sesta edizione di un festival, che concentrerà la propria attenzione su tematiche sociali di rilevanza, come il riuso di materiali destinati ad essere buttati e il recupero di spazi abbandonati, la violenza sulle donne, l’immigrazione e il lavoro.

La vera anima del Festival è proprio sentirsi a casa, stando insieme agli amici o conoscendone di nuovi: è così che nascono le connessioni, i dialoghi, i progetti. È così che già due anni fa sono nate tutte le collaborazioni con le associazioni riminesi che anche quest’anno contribuiscono a rendere le giornate de “Le Città Visibili” un’esperienza sempre nuova, ma familiare. Anche se la location potrà sembrare troppo grande o spaziosa rispetto al Giardino Lettimi delle precedenti edizioni, noi ci raccoglieremo attorno agli spettacoli e ai concerti per farci calore tra noi e rischiarare la luce di interpretazioni, musica e voci per fare in modo che ci senta anche chi è lontano. A questo serve un Festival dopotutto, a portare un pensiero condiviso, una riflessione fresca e vibrante su temi che sono di tutti e fanno parte della vita di ogni giorno.

Ci sentiremo incuriositi, un po’ come si sente Billy Pilgrim, il protagonista di Mattatoio n. 5, quando viene rapito da una razza aliena, chiamata “i trafalmadoriani”, e chiede perché proprio lui è stato scelto.

«Questa è proprio una domanda da terrestre. – gli rispondono – Perché lei? Perché noi allora? Perché qualsiasi cosa? Perché questo momento semplicemente è. Non ha mai visto degli oggetti nell’ambra?»

«Sì». Effettivamente, Billy aveva in ufficio un fermacarte formato da un globo di ambra levigata con tre coccinelle incastonate.

«Beh, eccoci qui, signor Pilgrim, incastrati nell’ambra di questo istante. Non c’è nessun perché».

Dal 20 luglio al 2 agosto 2018 l’ex Macello tornerà a vivere, non sarà più un luogo abbandonato e dismesso. Tornerà a vivere di momenti creativi e diversi per intensità, che comunicheranno a ognuno qualcosa di unico.

Non sarà più in disuso, ma troverà il suo perché proprio in quell’istante che semplicemente è, in quell’istante incastrato nell’ambra.

 

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