Condivisione, coinvolgimento, creatività: intervista a Tamara  Balducci, Direttrice artistica del Festival “Le città visibili”

Condivisione, coinvolgimento, creatività: intervista a Tamara  Balducci, Direttrice artistica del Festival “Le città visibili”

a cura di Fabiola Fenili  Si parla di Città Visibili a cura di Fabiola Fenilie si parla di Tamara Balducci, la Direttrice artistica. L’intervista non poteva che essere in piazza Cavour in una calda serata di luglio, con in sottofondo la musica di Riccardo Amadei e Les Pastìs. Seduti sugli scalini ci siamo io, Tamara, la sua piccola Mariù addormentata nel passeggino, Enea Conti (il nostro editor, ndr) a supervisionare il tutto. E una serie di personaggi più e meno stravaganti che sono intervenuti chi per un saluto, chi per una battuta, chi si è sentito di dare un contributo non meglio identificato.  Ma del resto quando si parla di un progetto condiviso, non poteva essere altrimenti! Ma veniamo a noi Tamara: sei attrice, ma anche direttrice artistica del festival “Le Città Visibili”, da dove deriva la tua passione per il teatro? Già al liceo frequentavo laboratori teatrali e in quegli anni ho fondato insieme a un gruppo di amici la compagnia i Korekané, attiva a tutt’oggi. Dopo il diploma mi sono laureata in Economia, con una tesi sul Teatro Galli di Rimini, ma già avevo in mente di iscrivermi a una scuola di teatro. Scelsi la Galante Garrone di Bologna, senza nemmeno prendere in considerazione le altre, perché tutte le persone che avevo incontrato sulla mia strada avevano a che fare con quella scuola e quindi per me aveva un senso. Ho avuto la fortuna di conoscere Alessandra Galante Garrone che è stata una grande maestra. Era un vero personaggio: una che ti consiglia di bere un bicchiere di Porto come training prima di andare in scena! Fantastico!...

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