La quarta serata del festival Città Visibili: “Le notti bianche” parte 1

La quarta serata del festival Città Visibili: “Le notti bianche” parte 1

Nella serata di ieri al giardino segreto dell’Ex Palazzo Lettimi alle 21.30 è andato in scena il primo episodio tratto dalla riduzione drammaturgica “Le notti bianche”, tratto dall’omonimo capolavoro di Fedor Dostoevskij. Grande l’affluenza del pubblico,  che ha spinto l’organizzazione a replicare lo spettacolo alle 22.30. I prossimi episodi sono previsti per giovedì 28 Luglio, Martedì 2 e Giovedì 4 Agosto. La regia è di Tamara Balducci (la produzione è dell’associazione “Le Città Visibili” che assieme a Michele Di Giacomo è anche interprete dell’opera.  Qui sotto una piccola galleria con alcune immagini scattate da Antonella Zaghini.   Linda Gennari presenta al pubblico il primo episodio de Le Notti Bianche Michele Di Giacomo nel ruolo del sognatore. Tamara Balducci nel ruolo di Nasten’ka Il pubblico del giardino...
Condivisione, coinvolgimento, creatività: intervista a Tamara  Balducci, Direttrice artistica del Festival “Le città visibili”

Condivisione, coinvolgimento, creatività: intervista a Tamara  Balducci, Direttrice artistica del Festival “Le città visibili”

a cura di Fabiola Fenili  Si parla di Città Visibili a cura di Fabiola Fenilie si parla di Tamara Balducci, la Direttrice artistica. L’intervista non poteva che essere in piazza Cavour in una calda serata di luglio, con in sottofondo la musica di Riccardo Amadei e Les Pastìs. Seduti sugli scalini ci siamo io, Tamara, la sua piccola Mariù addormentata nel passeggino, Enea Conti (il nostro editor, ndr) a supervisionare il tutto. E una serie di personaggi più e meno stravaganti che sono intervenuti chi per un saluto, chi per una battuta, chi si è sentito di dare un contributo non meglio identificato.  Ma del resto quando si parla di un progetto condiviso, non poteva essere altrimenti! Ma veniamo a noi Tamara: sei attrice, ma anche direttrice artistica del festival “Le Città Visibili”, da dove deriva la tua passione per il teatro? Già al liceo frequentavo laboratori teatrali e in quegli anni ho fondato insieme a un gruppo di amici la compagnia i Korekané, attiva a tutt’oggi. Dopo il diploma mi sono laureata in Economia, con una tesi sul Teatro Galli di Rimini, ma già avevo in mente di iscrivermi a una scuola di teatro. Scelsi la Galante Garrone di Bologna, senza nemmeno prendere in considerazione le altre, perché tutte le persone che avevo incontrato sulla mia strada avevano a che fare con quella scuola e quindi per me aveva un senso. Ho avuto la fortuna di conoscere Alessandra Galante Garrone che è stata una grande maestra. Era un vero personaggio: una che ti consiglia di bere un bicchiere di Porto come training prima di andare in scena! Fantastico!...
Le 10 cose da fare alle “Città Visibili” consigliate dalla Direttrice Artistica Tamara Balducci

Le 10 cose da fare alle “Città Visibili” consigliate dalla Direttrice Artistica Tamara Balducci

A cura di Fabiola Fenili 1 – Vivere il festival come un’occasione di integrazione tra le culture.   2 – Vivere un’esperienza di coinvolgimento totale con gli artisti e “dialogare” con la loro arte durante le performance.   3 – Carpire il segreto del giardino segreto: perché è talmente segreto che non ne sono certa nemmeno io di averlo colto completamente.   4 – Toccare con mano che il festival è un progetto condiviso che appartiene a tutti coloro che in qualche modo ne hanno fatto, ne fanno e ne faranno parte.   5 – Conoscere i ragazzi del workshop e tutto quel che hanno combinato in questi mesi: cioè raccontare il giardino segreto e il festival con idee nuove e tanto entusiasmo.   6 – Lasciarsi ispirare e stupire da ogni performance: ogni artista vi lascerà qualcosa, non solo la sua arte, ma la curiosità di saperne di più.   7 – Ridere di gusto con i ragazzi del Terzo Segreto di Satira: vederli dal vivo sarà un’esperienza unica.   8 – Cercare gli angoli segreti del giardino segreto che hanno ispirato le creazioni dell’illustratrice Marianna Balducci.    9 – Lasciarsi trasportare dai suoni delle “Notti Bianche” e sentirsi parte integrante dello spettacolo. Nonché riscoprire in una nuova veste un classico della letteratura russa.   10 – Scattare delle foto creative e pubblicarle sui social con i tag #lettimisegreto #cittavisibilirn per condividere con gli altri l’esperienza del festival. Può essere un dettaglio, un artista, un selfie, un momento di una performance o di relax al bar del giardino. La fotografia in copertina è uno scatto di Fabiola...
Cinque Camere, ingresso e sala

Cinque Camere, ingresso e sala

  Continua il nostro racconto intorno a un luogo che rappresenta per Rimini la sua “isola che non c’è”. Un palazzo che non esiste più ma che, in estate, riapre i battenti. La sua storia attraversa i secoli, e io sono qui per svelarvi qualche segreto sul suo passato. Ora provate a chiudere gli occhi e ad immaginarvi, come in un film,  un palazzo nobiliare, con saloni dalle alte volte,  arazzi appesi alle pareti,  musica soffusa, e ospiti  intenti a danzare….  articolo di Andrea Pari  Un pianoforte nell’angolo a scandire le note di un ballo in maschera per festeggiare il carnevale. Nell’aria, l’odore emanato dalle vivande calde poste su un vassoio d’argento, si unisce al fumo delle candele accese su candelabri e lampadari di cristallo e di vetro lavorato da maestri artigiani. Un luogo così a Rimini è esistito, apparteneva alla famiglia Maschi e poi, in  seguito, a quella Lettimi. Con un acconto di 30 ducati, i lavori per la sua realizzazione partirono il 20 maggio del 1513. La storia di quel luogo è travagliata e sofferta: ha visto l’invasione napoleonica, le guerre d’indipendenza, l’unità d’Italia, i moti carbonari e due guerre mondiali, di cui l’ultima portò al palazzo ferite che non si sarebbero più rimarginate. Lesionato, restaurato, bombardato, rigenerato a nuova vita, è divenuto prima il laboratorio di uno scultore poi un giardino degli aromi con piante tipiche della tradizione romagnola (progetto ben presto abbandonato), per finire, prima dell’oblio, convertito parzialmente nella veranda esterna di un ristorante adiacente.  Dal 2013,  grazie ad un progetto socio-culturale, viene restituito alla città in una veste insolita:  tutto succede però in un...
Un laboratorio di sartoria teatrale per gli abiti di scena de “Le notti bianche”

Un laboratorio di sartoria teatrale per gli abiti di scena de “Le notti bianche”

ReedoLab ha realizzato un corso gratuito di sartoria teatrale per la realizzazione dei costumi della prima produzione del festival, all’insegna del riuso artistico articolo di Irma Ridolfini Il ReeDoLab si trova in via Bertola 86, nel cuore del centro storico di Rimini. La prima volta ci passiamo davanti senza quasi notarlo: una vetrina minimal con una cornice bianca a inquadrare piccoli capi coloratissimi. Una volta entrati dentro ci ritroviamo in un vero laboratorio: diverse macchine da cucire, stand con appesi abiti già confezionati, una lavagna di ardesia – Ma dove l’avranno presa? – ci chiediamo – Non ne vedevamo una da anni, ma del resto siamo nella patria del riuso –.  Al centro un grande tavolo sul quale Cristiana e Carolina stanno imbastendo l’abito che sarà di Nasten’ka, la protagonista de Le notti bianche,  la prima produzione del festival delle Città Visibili, che propone una versione teatrale dell’omonimo romanzo di Fedor Dostoevskij. Ma facciamo un passo indietro. Attorno a metà maggio 2016 Cristiana Curreli, fondatrice di ReeDoHub, cooperativa che promuove progetti di moda e design sostenibili e autoprodotti, aveva aperto un corso gratuito rivolto a due giovani under 25, obiettivo: l’ideazione e il confezionamento degli abiti di scena de Le notti bianche, prima produzione del festival Le città visibili. Le due giovani selezionate erano state Carolina e Martina, già allieve di Cristiana al corso annuale di modellistica e confezionamento. “Oggi però Martina non c’è” dice Cristiana, e subito dopo ci proibisce di reagire contro le zanzare: “Non voglio morte nel mio negozio” sentenzia. Sopporteremo… L’idea di aprire un laboratorio di sartoria per la realizzazione dei costumi de Le notti...

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