Le 10 cose da fare alle “Città Visibili” consigliate dalla Direttrice Artistica Tamara Balducci

Le 10 cose da fare alle “Città Visibili” consigliate dalla Direttrice Artistica Tamara Balducci

A cura di Fabiola Fenili 1 – Vivere il festival come un’occasione di integrazione tra le culture.   2 – Vivere un’esperienza di coinvolgimento totale con gli artisti e “dialogare” con la loro arte durante le performance.   3 – Carpire il segreto del giardino segreto: perché è talmente segreto che non ne sono certa nemmeno io di averlo colto completamente.   4 – Toccare con mano che il festival è un progetto condiviso che appartiene a tutti coloro che in qualche modo ne hanno fatto, ne fanno e ne faranno parte.   5 – Conoscere i ragazzi del workshop e tutto quel che hanno combinato in questi mesi: cioè raccontare il giardino segreto e il festival con idee nuove e tanto entusiasmo.   6 – Lasciarsi ispirare e stupire da ogni performance: ogni artista vi lascerà qualcosa, non solo la sua arte, ma la curiosità di saperne di più.   7 – Ridere di gusto con i ragazzi del Terzo Segreto di Satira: vederli dal vivo sarà un’esperienza unica.   8 – Cercare gli angoli segreti del giardino segreto che hanno ispirato le creazioni dell’illustratrice Marianna Balducci.    9 – Lasciarsi trasportare dai suoni delle “Notti Bianche” e sentirsi parte integrante dello spettacolo. Nonché riscoprire in una nuova veste un classico della letteratura russa.   10 – Scattare delle foto creative e pubblicarle sui social con i tag #lettimisegreto #cittavisibilirn per condividere con gli altri l’esperienza del festival. Può essere un dettaglio, un artista, un selfie, un momento di una performance o di relax al bar del giardino. La fotografia in copertina è uno scatto di Fabiola...
Un laboratorio di sartoria teatrale per gli abiti di scena de “Le notti bianche”

Un laboratorio di sartoria teatrale per gli abiti di scena de “Le notti bianche”

ReedoLab ha realizzato un corso gratuito di sartoria teatrale per la realizzazione dei costumi della prima produzione del festival, all’insegna del riuso artistico articolo di Irma Ridolfini Il ReeDoLab si trova in via Bertola 86, nel cuore del centro storico di Rimini. La prima volta ci passiamo davanti senza quasi notarlo: una vetrina minimal con una cornice bianca a inquadrare piccoli capi coloratissimi. Una volta entrati dentro ci ritroviamo in un vero laboratorio: diverse macchine da cucire, stand con appesi abiti già confezionati, una lavagna di ardesia – Ma dove l’avranno presa? – ci chiediamo – Non ne vedevamo una da anni, ma del resto siamo nella patria del riuso –.  Al centro un grande tavolo sul quale Cristiana e Carolina stanno imbastendo l’abito che sarà di Nasten’ka, la protagonista de Le notti bianche,  la prima produzione del festival delle Città Visibili, che propone una versione teatrale dell’omonimo romanzo di Fedor Dostoevskij. Ma facciamo un passo indietro. Attorno a metà maggio 2016 Cristiana Curreli, fondatrice di ReeDoHub, cooperativa che promuove progetti di moda e design sostenibili e autoprodotti, aveva aperto un corso gratuito rivolto a due giovani under 25, obiettivo: l’ideazione e il confezionamento degli abiti di scena de Le notti bianche, prima produzione del festival Le città visibili. Le due giovani selezionate erano state Carolina e Martina, già allieve di Cristiana al corso annuale di modellistica e confezionamento. “Oggi però Martina non c’è” dice Cristiana, e subito dopo ci proibisce di reagire contro le zanzare: “Non voglio morte nel mio negozio” sentenzia. Sopporteremo… L’idea di aprire un laboratorio di sartoria per la realizzazione dei costumi de Le notti...

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