Cinque Camere, ingresso e sala

Cinque Camere, ingresso e sala

  Continua il nostro racconto intorno a un luogo che rappresenta per Rimini la sua “isola che non c’è”. Un palazzo che non esiste più ma che, in estate, riapre i battenti. La sua storia attraversa i secoli, e io sono qui per svelarvi qualche segreto sul suo passato. Ora provate a chiudere gli occhi e ad immaginarvi, come in un film,  un palazzo nobiliare, con saloni dalle alte volte,  arazzi appesi alle pareti,  musica soffusa, e ospiti  intenti a danzare….  articolo di Andrea Pari  Un pianoforte nell’angolo a scandire le note di un ballo in maschera per festeggiare il carnevale. Nell’aria, l’odore emanato dalle vivande calde poste su un vassoio d’argento, si unisce al fumo delle candele accese su candelabri e lampadari di cristallo e di vetro lavorato da maestri artigiani. Un luogo così a Rimini è esistito, apparteneva alla famiglia Maschi e poi, in  seguito, a quella Lettimi. Con un acconto di 30 ducati, i lavori per la sua realizzazione partirono il 20 maggio del 1513. La storia di quel luogo è travagliata e sofferta: ha visto l’invasione napoleonica, le guerre d’indipendenza, l’unità d’Italia, i moti carbonari e due guerre mondiali, di cui l’ultima portò al palazzo ferite che non si sarebbero più rimarginate. Lesionato, restaurato, bombardato, rigenerato a nuova vita, è divenuto prima il laboratorio di uno scultore poi un giardino degli aromi con piante tipiche della tradizione romagnola (progetto ben presto abbandonato), per finire, prima dell’oblio, convertito parzialmente nella veranda esterna di un ristorante adiacente.  Dal 2013,  grazie ad un progetto socio-culturale, viene restituito alla città in una veste insolita:  tutto succede però in un...
Il nostro workshop – Intervista al Prof. Giovanni Boccia Artieri e a Elisabetta Zurovac

Il nostro workshop – Intervista al Prof. Giovanni Boccia Artieri e a Elisabetta Zurovac

In un post di qualche settimana fa (http://www.lecittavisibili.com/le-voci-del-lettimi/) vi abbiamo portato fin dentro la redazione che vi sta raccontando, su questo blog e sui principali canali social, la storia del Giardino Segreto di Rimini e svelando i programmi del festival de Le Città Visibili. La redazione, composta da una ventina di ragazzi di età compresa tra i 18 e i 35 anni non è nata per caso. Si è formata grazie ad un Workshop tenutosi al Rimini Tourism Innovaton Square di Corso d’Augusto. Le lezioni sono state tenute da due “maestri” d’eccezione nel coadiuvare i ragazzi e insegnare loro come sviluppare un progetto di comunicazione un piano editoriale pensato per i social e i new media: si tratta del Prof. Giovanni Boccia Artieri, Professore Ordinario di Sociologia dei media digitali e Internet Studies all’Università di Urbino Carlo Bo e Presidente della Scuola di Scienze della Comunicazione e di Elisabetta Zurovac, che ha appena  completato il dottorato in sociologia della comunicazione ed è stata subito chiamata come assistente alla cattedra in “comunicazione pubblicitaria e linguaggi mediali” all’università di Urbino Carlo Bo. Loro sono stati la spina dorsale e il cuore di quello che c’è stato dietro al workshop realizzato per Le Città Visibili: li abbiamo intervistati per conoscere il loro parere e la visione del Lettimi. Intervista a cura di Giobbe Pellegrino Che cosa vi ha portato a realizzare questo workshop e come siete venuti a conoscenza de Le Città Visibili?  G: Ho cominciato a confrontarmi con Tamara Balducci, una delle organizzatrici del Festival, più di un anno fa e abbiamo deciso che Le Città Visibili poteva essere una bella...
Il Lettimi reinventato

Il Lettimi reinventato

Rispettare, riscoprire, reinventare. Rispettare la storia, riscoprirne la bellezza, reinventare spazi. Tra questi il Palazzo Lettimi, protagonista della quarta edizione di Abitare Rimini, iniziativa promossa dal Rotary Club Riviera Rimini. Il Concorso di Idee ha coinvolto professionisti under 40 in una valorizzazione del vuoto urbano e si è concluso a maggio 2016 con la premiazione del progetto vincitore dell’Arch. Anton Luca Nannini. di Eliana Lamanna e Fiorella Tarantino A vederlo così, avvolto da una teca di vetro, tra giochi di luci ed ombre, il Lettimi potrebbe sembrare trasformato, ben lontano da quelle rovine e dalla memoria che custodisce al suo interno. Ma la sua identità è ancora lì, più che mai, e ci trasporta per un attimo in un’altra dimensione, fatta di trasparenze sconosciute, di nuovi riflessi, di un delicato equilibrio tra passato e futuro. A distrarci dal Lettimi del presente e dal Giardino Segreto che ospiterà il Festival de Le Città Visibili è il progetto dell’Arch. Anton Luca Nannini (il cui rendering è riportato nell’immagine sopra), il vincitore di Abitare Rimini 2015-2016, il Concorso di Idee promosso dal Rotary Club Rimini Riviera con il patrocinio del Comune di Rimini e dell’Ordine degli Ingegneri e quello degli Architetti. Il Lettimi: un palazzo, una città, ecco il titolo della quarta edizione appena conclusa. Il concorso, rivolto ai giovani professionisti under 40 ha coinvolto architetti ed ingegneri nella valorizzazione di un luogo che ha rappresentato e rappresenta la città e la sua storia. Le precedenti edizioni del concorso Abitare Rimini si sono invece concentrate sul mantenimento della connessione tra le due facce speculari della città: il centro storico e la costa...
La guerra è finita

La guerra è finita

 “Le bombe non scelgono. Colpiscono qualunque cosa.” sentenziò Nikita Krusciov. E così fecero le bombe a Rimini durante la seconda guerra Mondiale. Risultato? l’82% degli edifici distrutti e innumerevoli i danni all’urbanistica. Il conto lo pagò anche il Palazzo Lettimi e se oggi parliamo di un Giardino Segreto celato al suo interno non dobbiamo dimenticarci che tutto partì da una delle tante incursioni aeree subite durante il secondo conflitto mondiale.  articolo di Andrea Pari Il calendario appeso sulla parete segnava la data di Lunedì 1° novembre, l’anno era il 1943. Al piccolo chiosco dell’edicola di Piazza Cavour, arrotolati con lo spago, erano arrivati i giornali che dedicavano gli inserti sportivi alla vittoria del First Vienna FC sui militari del LVS Hamburg, con quel 3-2 ottenuto dopo i tempi supplementari, risultato che il giorno prima valse al Frist il trionfo alla coppa di Germania, la Tschammerpokal. Per le vie del borgo, la notizia che da lì a breve ci sarebbe stata un’incursione aerea circolava già da qualche giorno. Molti avevano imbracciato i propri pochi oggetti personali e si erano messi in marcia, tempo addietro, verso la vicina San Marino in cerca di protezione. Non tutti però: 68 persone, quello stesso giorno, perirono sotto i colpi dell’aviazione alleata. Conquistare Rimini significava, per gli alleati, poter spezzare la linea Gotica che, partendo da Massa Carrara, tagliava in due l’Italia fino a raggiungere Pesaro. Un territorio strategico che, proprio per questa sua peculiarità, fu spesso al centro di incursioni e battaglie. Sui colli del Titano e del Covignano, nelle grotte e negli anfratti, Londra parlava alla radio, poi, all’improvviso, qualche anno dopo, la...

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