“Sic Transit Gloria Mundi”, l’intervista agli spettatori

“Sic Transit Gloria Mundi”, l’intervista agli spettatori

Il 3 Agosto il giardino segreto ha aperto le scene per ospitare lo spettacolo vincitore del bando “L’Italia dei visionari” edizione 2016/2017. Il titolo in latino, SIC TRANSIT OMNIA MUNDI, avvolgeva lo spettacolo in un alone di mistero decifrabile solo dopo la lettura della trama, di cui mi ha colpito questa domanda: “E se il prossimo papa fosse donna?” Incuriosita dalla descrizione dello spettacolo nel programma, ho pensato di fermare alcune persone tra il pubblico sia prima sia dopo l’esibizione, cercando di capire se fossero stati attirati come me dal titolo e dalla storia raccontata, cosa si aspettassero, i loro commenti finali. Ho incontrato la prima intervistata nel photobooth del giardino. Jessica mi ha raccontato che, facendo parte dei visionari, aveva già visto lo spettacolo e che si trovava lì per rivederlo. Era infatti rimasta colpita da come un argomento pesante e difficile come questo potesse essere trattato con tanta leggerezza e ironia e anche dalla cura e dallo studio che ci sono dietro allo spettacolo. “Alberto Rizzi, regista e drammaturgo, ha svolto ricerche storiche e bibliografiche per più di due anni, e il risultato è uno spettacolo consapevole, con citazioni documentate e studiate“, mi dice. Jessica poi non si sbilancia sulla possibilità di un papato al femminile, ma dice che in un futuro pensa e spera possa realizzarsi. Tra gli spettatori già seduti, ho poi notato una coppia di amiche che sorseggiavano le loro birre e chiaccheravano allegramente. Anche loro sono di Rimini, e sono arrivate nel giardino di palazzo Lettimi dopo aver letto la trama dello spettacolo. Si dicono interessate al teatro ma come profane, non per...
Le Città Visibili, alcuni “Visionari” si raccontano

Le Città Visibili, alcuni “Visionari” si raccontano

Annalisa ha 21 anni, è counselor del benessere. Marisa Evangelista di anni ne ha 52 e dirige un’azienda di commercio import-export. Eugenio ha 29 anni, è progettista di impianti elettrici. Graziano di anni ne ha 57 ed è segretario generale della Cgil. La zona territoriale che occupano si snoda dal mare per raggiungere i paesi interni – da Rimini a San Marino passando per Santarcangelo e Villa Verucchio. a cura di Francesca Giuliani  Non ci sono i volti qui a raccontare storie ma i nomi. I moderni selfie lasciano lo spazio alle nude parole che gli stessi protagonisti hanno usato per raccontarsi e raccontare la scelta di entrare a far parte della comunità dei Visionari. Dalle loro narrazioni è scaturito che l’essenza del teatro è ancora intensa e magnetica nel consentire e garantire il recupero di una relazionalità e di una sociabilità che oggi sembrano dimenticate nella velocità e nella tendenza – come scriveva Guy Debord – all’“irrealismo della società reale”: «a fianco di una parte di persone che vivono del solo divertimentificio superficiale, tanto fast e vorace quanto effimero ed asettico, così comune soprattutto a Rimini, sta crescendo un gruppo di persone che è in cerca di una maggior profondità del sentire e di un arricchimento personale, una maggior consapevolezza». Alla domanda sul perché si è scelto di entrare a far parte di questa comunità così particolare le risposte hanno spaziato dal «desiderio di portare la voce di una persona comune all’interno di un mondo solitamente di nicchia come quello dello spettacolo dal vivo» al suo opposto: «sono curiosa, amo il teatro e “Le Città Visibili” mi hanno accompagnato in...
Scipione va a teatro, alla scoperta della Rimini del passato con Kantharos aps

Scipione va a teatro, alla scoperta della Rimini del passato con Kantharos aps

Abbiamo incontrato Michele Vescio, presidente dell’Associazione Kantharos, per farci raccontare in cosa consiste il loro progetto e da dove deriva il legame con le Città Visibili. L’associazione si inserisce per la prima volta nel programma del festival, con quattro serate dal titolo “Scipione va a teatro”. È un’occasione unica per immergersi nella storia di Rimini attraverso quattro itinerari che hanno come punto di partenza il giardino di Palazzo Lettimi. a cura di Camilla Gamberini Chi siete? Com’è nata l’associazione Kantharos? Si tratta di una associazione no-profit di promozione sociale di stampo culturale, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico, archeologico, e folkloristico della città e del territorio riminese. Per raggiungere questo scopo, organizziamo attività educative nelle scuole, visite guidate nella città, recupero e valorizzazione di beni culturali dimenticati o sottoutilizzati. Siamo nati a gennaio 2017 dalla volontà di quattro archeologi che volevano smettere di fare questo mestiere e trovare uno spazio di confronto con la città. La risposta del pubblico è già molto buona quindi il nostro lavoro procederà lungo questa direzione. Cosa significa essere archeologi in questo periodo storico? È un settore ostico dal punto di vista professionale?  Quello archeologico è un panorama complesso. È molto complicato crearsi uno spazio in questo ambiente per diversi motivi: innanzitutto ci sono tantissimi laureati, mentre lo spazio del lavoro in senso stretto, cioè lo scavo (che da sempre è legato all’edilizia) si sta restringendo progressivamente. Un altro problema è che essendoci molta manodopera a disposizione, le cooperative o gli altri soggetti paganti tendono a mantenere prezzi bassi. Anche un secondo possibile sbocco professionale, quello accademico e della ricerca, è molto...

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