Le Città Visibili e L’Italia dei Visionari

Le Città Visibili e L’Italia dei Visionari

Un festival di teatro e musica a beneficio di una partecipazione attiva alla vita sociale e culturale Per il secondo anno consecutivo il festival Le Città Visibili ha aderito al progetto “L’Italia dei Visionari” grazie al quale molti cittadini comuni, non addetti ai lavori del settore teatrale sono diventati parte di una giuria popolare che ha selezionato uno degli spettacoli che il Giardino Segreto ospiterà durante la manifestazione riminese. Il valore dell’iniziativa è consistito nell’essere riusciti (ma il progetto è destinato a ripetersi) a coinvolgere un pubblico di appassionati in maniera partecipata nel processo di organizzazione di evento culturale della loro città. Ma c’è di più: l’Italia dei Visionari è un progetto partito anni fa dalla piccola città di Sansepolcro (AR) ed è tutt’ora in crescita su scala nazionale. Vi raccontiamo l’esperienza dei Visionari e le cose successe in particolare a Rimini. articolo di Enea Conti I Visionari in Italia: alcune informazioni sul bando I visionari sono persone curiose  -né attori né registi – e sono stati chiamati a selezionare uno o più spettacoli destinati a figurare nella programmazione di un festival o di una stagione teatrale prevista nella loro città di riferimento, l’accesso è stato libero. A Rimini la selezione ha previsto per il 2016 1 spettacolo da scegliere ad opera degli appassionati romagnoli, 9 da parte di quelli di San Sepolcro, 5 dai comaschi, 3 dai messinesi, 6 dai visionari di Teramo. La selezione è stata aperta ai singoli artisti e alle compagnie professionali emergenti e indipendenti operanti professionalmente nel teatro contemporaneo, nella danza e nella performing art tramite un bando rivolto a tutti i tipi di...
Il nostro workshop – Intervista al Prof. Giovanni Boccia Artieri e a Elisabetta Zurovac

Il nostro workshop – Intervista al Prof. Giovanni Boccia Artieri e a Elisabetta Zurovac

In un post di qualche settimana fa (http://www.lecittavisibili.com/le-voci-del-lettimi/) vi abbiamo portato fin dentro la redazione che vi sta raccontando, su questo blog e sui principali canali social, la storia del Giardino Segreto di Rimini e svelando i programmi del festival de Le Città Visibili. La redazione, composta da una ventina di ragazzi di età compresa tra i 18 e i 35 anni non è nata per caso. Si è formata grazie ad un Workshop tenutosi al Rimini Tourism Innovaton Square di Corso d’Augusto. Le lezioni sono state tenute da due “maestri” d’eccezione nel coadiuvare i ragazzi e insegnare loro come sviluppare un progetto di comunicazione un piano editoriale pensato per i social e i new media: si tratta del Prof. Giovanni Boccia Artieri, Professore Ordinario di Sociologia dei media digitali e Internet Studies all’Università di Urbino Carlo Bo e Presidente della Scuola di Scienze della Comunicazione e di Elisabetta Zurovac, che ha appena  completato il dottorato in sociologia della comunicazione ed è stata subito chiamata come assistente alla cattedra in “comunicazione pubblicitaria e linguaggi mediali” all’università di Urbino Carlo Bo. Loro sono stati la spina dorsale e il cuore di quello che c’è stato dietro al workshop realizzato per Le Città Visibili: li abbiamo intervistati per conoscere il loro parere e la visione del Lettimi. Intervista a cura di Giobbe Pellegrino Che cosa vi ha portato a realizzare questo workshop e come siete venuti a conoscenza de Le Città Visibili?  G: Ho cominciato a confrontarmi con Tamara Balducci, una delle organizzatrici del Festival, più di un anno fa e abbiamo deciso che Le Città Visibili poteva essere una bella...
Elio Morri: una vita scolpita nel Lettimi

Elio Morri: una vita scolpita nel Lettimi

Tutto tace,  il bancone da lavoro e gli scaffali sono pronti. Le sculture e il grande trespolo girevole riempiono la stanza. Le travi a cui è “aggrappata” la creta ci circondano,  e gli attrezzi emanano ancora il profumo del legno grezzo. La immaginiamo così la “bottega artigiana” di Elio Morri che, ricavata all’interno di Palazzo Lettimi e attorniata dalla natura del giardino, è diventata per anni punto di riferimento dell’attività dello scultore riminese. Storia e arte si incontrano, in un luogo simbolo di Rimini, pieno ancora di cicatrici e di ricordi. articolo a cura  di Eliana Lamanna e Fiorella Tarantino Riservato, ma aperto alle sperimentazioni. Tradizionale, ma mai banale. Non è semplice tracciare il profilo di un artista e di un uomo che rappresenta tuttora Rimini e le sue contraddizioni. Elio Morri, ha amato così tanto il Lettimi, tanto da utilizzarne una parte come studio/atelier per numerosi anni dal dopoguerra fino al 1992. Sin da giovanissimo ha abitato nel borgo di Rimini e ne ha fatto, negli anni successivi, fucina della sua attività, dimostrando già da bambino una forte propensione alla scultura. Nato a Rimini nel 1913 e figlio di un ferroviere, si è formato prima all’ Accademia Albertina di Torino, lasciata in seguito per Ravenna. Nel 1934, un anno dopo essersi diplomato al Liceo Artistico di Bologna, ha aperto il primo laboratorio in Via Giordano Bruno e dal 1937 si è trasferito a Roma, dove aveva vinto il concorso nazionale per la “Scuola dell’arte della Medaglia” della Zecca di Stato. Le prime commissioni pubbliche sono arrivate però da Rimini, ed è qui che Morri si è stabilito a...

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