Novensemble, ecco chi sono gli ospiti della prima serata del festival Le Città Visibili

Novensemble, ecco chi sono gli ospiti della prima serata del festival Le Città Visibili

articolo cura di Daniele Pagnoni e Jessica Valentini Questa sera prenderà il via, nella suggestiva cornice del giardino di Palazzo Lettimi, la quinta edizione de “Le città visibili”, il festival estivo di Rimini dedicato al teatro e alla musica. L’onore dell’opening di questa edizione è affidato agli strumentisti de L’Orchestra Senzaspine/Novensemble, che dalle ore 21:00 si esibiranno presentando lo spettacolo Classic’n’Pop, un originale concerto che spazia tra vari generi, dalla musica classica al rock, in un gioco fra strumenti musicali e pubblico. Novensemble è una costola dell’Orchestra Senzaspine: un progetto nato a Bologna che ha preso corpo da un’idea nata nel 2013, durante una bella e pesante bevuta tra due amici, i giovani direttori Tommaso Ussardi e Matteo Parmeggiani. Con il profondo desiderio di far avvicinare le persone alla musica classica, e con la necessità di trovare un luogo dove poter fare le prove musicali, i due ragazzi hanno l’idea di “occupare” uno spazio ormai in abbandono, ovvero l’ex mercato rionale del quartiere San Donato di Bologna. E così fanno, attirando subito la curiosità e l’interesse del quartiere e di altri musicisti ed artisti con la medesima necessità. L’obiettivo di Ussardi e Parmeggiani è già stato raggiunto, come il nome stesso dell’orchestra sta a testimoniare: “Senza spine” poiché l’Arte tutta, dalla classica alla contemporanea, non punge e non deve spaventare, anzi, può essere colta e apprezzata da chiunque.Col passare dei mesi all’interno dell’associazione iniziano a collaborare circa un centinaio di persone (compositori, musicisti, ballerini, attori, registi, scenografi, visual e light designer, project manager, architetti e ingegneri, tutti altamente specializzati e di età compresa tra i 18 e i 35...
Le città visibili, l’allestimento degli spazi del festival

Le città visibili, l’allestimento degli spazi del festival

articolo di Antonella Silvia Vivenzio  Passione. Recupero. Romanticismo. Chic. White. Cinque parole, come cinque sono le dita di una mano, la sapiente mano della talentuosa Federica Urbinati, architetto, responsabile dell’allestimento del giardino di Palazzo Lettimi che ospiterà quest’anno la quinta edizione del festival Le Città Visibili. Federica nutre una vera e propria passione per il suo lavoro e per l’arredamento di interni in particolare, ma lo spazio verde del Lettimi l’ha letteralmente fatta innamorare poiché è un giardino che secondo lei parla da solo. La sensibilità di Federica risiede nel saper umanizzare e rivalorizzare, per la durata del festival, quell’altrimenti dimenticato angolo verde della città. Qual è la peculiarità che rende unico il tocco creativo di Federica? Senza dubbio la sua vena romantica: sin dalla prima edizione va alla ricerca di materiali di recupero per donare loro una seconda vita. La sua delicata sensibilità è in grado di reinterpretare copertoni destinati allo smaltimento in comodi pouf per gli spettatori, oppure di far sbocciare bellissimi fiori su liane decorative partendo dal riutilizzo di fondi di bottiglia in plastica.La sensibilità di Federica per il recupero di oggetti si sposa perfettamente con la necessità di recuperare tanto gli spazi urbani inutilizzati, quanto il rapporto tra il cittadino riminese e la fruizione dell’arte. Il tocco minimal chic e rigorosamente total white incanta e avvolge il pubblico in un’atmosfera magica e rilassante senza distogliere l’attenzione dal palco scenico. Il giardino diventa discreto ed elegante co-protagonista del festival: luci, candele e candidi drappi invitano ogni anno spettatori e incuriositi passanti ad entrare quasi in punta di piedi per vivere emozioni indimenticabili da condividere e portare...
Le città visibili, un festival al femminile?

Le città visibili, un festival al femminile?

a cura di Camilla Gamberini  Se si sfoglia il programma del festival Le Città Visibili 2017, ci si rende presto conto di una curiosa particolarità: la presenza di molte figure femminili. A partire dalle due direttrici artistiche Tamara Balducci e Linda Gennari e dalla curatrice di Parco Poesia Isabella Leardini, l’elenco si snoda attraverso protagoniste decisamente diverse tra loro ma tutte accomunate da grande personalità, determinazione e un ricco bagaglio di storie da raccontare. Queste scelte artistiche sono solo un caso o sono invece frutto di una strategia ben studiata? Lo abbiamo chiesto a Tamara che con una semplice risposta ha smentito molti cliché: “Il fatto che la maggior parte delle serate abbiano come protagoniste artiste donne è stato un caso, niente di studiato e nessun messaggio da veicolare. Semplicemente io e Linda, lavorando e frequentando diverse rassegne e Festival teatrali ci stiamo rendendo conto che l’ambiente organizzativo, in molte sue forme, è sempre più a impronta femminile”. Un “caso”, dunque, e non poteva esserci risposta migliore a una questione che spesso anima i dibattiti attorno a festival musicali e teatrali. I luoghi comuni vengono sfatati e la scelta degli spettacoli avviene su basi che riguardano esclusivamente i loro contenuti. Entrando nel dettaglio possiamo fare una panoramica dei personaggi che andremo a incontrare durante le serate, per capire meglio le loro peculiarità. Non importa che siano donne reali o frutto dell’immaginazione – come le protagoniste di alcuni spettacoli-, non appena le si “conosce” ci si rende conto che ognuna si fa portavoce di mondi e esperienze incredibili: Maria Antonietta, giovane cantautrice, tra le più rilevanti nel contesto musicale italiano,...
Le città visibili, le storie di chi vi racconterà il festival

Le città visibili, le storie di chi vi racconterà il festival

Ci avviciniamo alla quinta edizione del festival de “Le città visibili” che dal 2013 anima le serate estive del centro storico riminese portando intrattenimento culturale e sapiente promozione de territorio, in una città dove spesso iniziative di questo tipo hanno trovato terreno fertile. Palcoscenico del festival sarà l’antico giardino Lettimi, riaperto per l’occasione per offrire a tutti i partecipanti un’esperienza che vedrà intrecciare i passi, gli sguardi, le vite di tantissimi spettatori e artisti e anche quelle di 14 ragazzi. Anche quest’anno, infatti, dopo il successo delle precedenti edizioni, è stata data la possibilità di organizzare un workshop con lo scopo di formare i partecipanti ad un utilizzo consapevole dei social media. Ma ai lettori di questo blog interesserà sapere che questi ragazzi hanno costituito una redazione che si occuperà di seguire la promozione del festival su tutte le piattaforme social, compresa questa. Ospitati, durante il corso, nella Sala del Giudizio del Museo di Rimini, con la guida del prof. Giovanni Boccia Artieri docente di scienze della comunicazione presso l’Università degli studi di Urbino Carlo Bo, e di Tamara Balducci, attrice e direttrice artistica del festival assieme a Linda Gennari, e la supervisione di Enea Conti, giornalista, Giobbe Pellegrino e Fabiola Fenili i due “intasgramers” del gruppo, i ragazzi saranno la voce narrante che accompagnerà il festival nei mesi di luglio e agosto. Andiamo quindi a intervistarli e a conoscerli meglio cercando di carpire in cosa consista il lavoro di un social media team. Camilla Gamberini, 29 anni, laureata in scienze della comunicazione pubblica e sociale da 5 anni lavora in libreria dove, dice, oltre ad aver sviluppato il...

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